Il 21 novembre a Milano il mio “Invertendo l’ordine dei fattori” si trasformerà da libro e testo teatrale. E che sarà mai? penserete, c’è un testo, ci sono un regista, un attore un musicista, è gioco da ragazzi. E no, sembra facile… e invece, assistendo da vicino all’allestimento e alle prove fatte da “Quelli di Grock” che lo porteranno in scena al teatro Leonardo ho capito che si tratta di un’impresa difficile e delicata. Sì perché un libro è un libro e un testo teatrale è un testo teatrale. Il libro racconta, il testo teatrale parla. L’autore scrive, l’attore si muove, urla, fa le smorfie. L’autore sceglie gli aggettivi, il musicista gli accordi. L’autore ha un editor che lo affianca, l’attore un regista che lo guida. Insomma, un’esperienza nuova e stimolante perché è curioso sentir recitare parole che hai scritto tu. Aspetto con trepidazione le 19.30 del 21 novembre e intanto ringrazio l’attore (Maurizio Salvalalio), la regista (Susanna Baccari), il musicista (Gipo Gurrado).
Tutti quei messaggi lanciati senza saperlo e spesso senza volerlo
Quando un autore si confronta con chi ha letto il suo libro, la cosa più curiosa, ma anche più ricorrente, che può capitargli è scoprire di aver lanciato messaggi che neanche si sognava di inviare. Mi spiego meglio “Raccontando quell’episodio hai voluto sottolineaare che…” ti dice il lettore. E tu abbozzi: “Beh, sì, in un certo senso…”. “Ah, l’avevo capito, sì, l’avevo capito…”. Sono sorprendenti le chiacchierate che si fanno con i propri lettori. Si scoprono un sacco di cose di sè.
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Padre e figlio litigano, madre e sorella soffrono
La cosa più curiosa, e per molti versi confortante, è che, nonostante sottolinei soprattutto il conflitto generazionale padre-figlio, il mio ultimo libro “Invertendo l’ordine dei fattori”, appena uscito da Marcos y Marcos, piace molto alle donne che si sentono coinvolte nella vicenda che viene raccontata. In effetti il conflitto padre-figlio, in una famiglia “vera”, non può mai restare nei confini di un’incomprensione tra due soli soggetti, ma coinvolge la madre e, nel caso del mio libro, anche la figlia. In poche parole, ho cercato di evidenziare un problema globale del nucleo familiare e mi fa piacere pensare di esserci riuscito.
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Un po’ di follia per poter rinsavire
Cosa avviene nella testa di un uomo, quando a 56 anni,s’accorge che il suo mondo non è più quello di prima, che le sue decisioni non sono più le migliori, che le idee del figlio bocconiano sono più giuste delle sue? C’è chi la prende bene e chi va fuori di testa, si eccita, beve, scappa, o almeno cerca di scappare, dalla realtà. In poche parole va fuori di testa. Per rinsavire bisogna che faccia un gesto folle. È questo il tema di “Invertendo l’ordine dei fattori”, il mio ultimo romanzo uscito ancora con Marcos y Marcos.
Invertendo l’ordine dei fattori
Si intitola Invertendo l’ordine dei fattori e, a differenza degli ultimi tre, non è un giallo. È il mio prossimo libro e uscirà in settembre, sempre per la Marcos y Marcos di Milano. Un libro cui tengo moltissimo perché affronta un problema comune a tanti: le difficoltà che incontra una persona non più giovane quando s’accorge di non detenere più il ruolo di leader ma di averlo inconsciamente passato al figlio. Come si vive, come si supera questo momento tanto delicato? Il libro dà una risposta folle che sarebbe bello discutere insieme. Ne riparliamo a settembre.
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Due incontri che danno senso a una scelta
Sette classi del prestigioso “Gymnase du Bugnon” di Losanna riunite in aula magna; un gruppo di bravissime insegnanti in prima fila e io di fronte a loro a parlare dei miei libri, ma non solo di quelli: anche di letteratura contemporanea in genere, dello svizzero Durenmatt, di Joseph Heller, Calvino, Camilleri. Un’esperienza bellissima pari a quello che ho vissuto un’ora dopo quando gli studenti hanno lasciato il posto ai colti e severi soci della “Dante Alighieri”. Sono gli incontri di questo tipo a dare un senso alla scelta di vivere scrivendo.
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Alla Dante Alighieri di Losanna con orgoglio ed emozione
Mi hanno invitato a parlare dei miei libri agli studenti del “Gymnase du Bugnon” di Losanna e poi ai soci della “Dante Alighieri”. Ho naturalmente accettato e devo confessare che, considerato anche che i due incontri si svolgeranno il prossimo 22 marzo, pochi giorni dopo la Festa dell’Unità d’Italia del 17, sono orgoglioso ed emozionato all’idea di andare all’estero a parlare di libri scritti da un italiano. Un po’ di sano patriottismo non guasta.
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Quegli splendidi ragazzi di Lamezia Terme
Il 10 novembre scorso ho incontrato nel cinema teatro di Arese, a due passi da Milano, una decina di scolaresche delle medie inferiori e superiori per parlare con loro del mio libro “Assassinio in Libreria”. È stata un’esperienza bellissima e stimolante arricchita dal collegamento, in diretta, con Lamezia Terme, in Calabria, dove altri studenti avevano letto e commentato il mio libro. Questi splendidi ragazzi di Lamezia hanno inviato una relazione che pubblico volentieri integralmente.
Buonasera a tutti. Siamo gli alunni dell’ I.I.S. “Leonardo Da Vinci” di Lamezia Terme, in Calabria. E’ il secondo anno che partecipiamo a questa manifestazione e, questa esperienza, ci ha di nuovo entusiasmati. Appena abbiamo visto il libro, proposto dalla nostra insegnante, ci siamo guardati sornioni e soddisfatti : finalmente un libro piccolo, con poche pagine, facilmente trasportabile, da leggere con poca voglia, una pagina ogni tanto, così solo per eseguire un non gradito compito per le vacanze.
Poi , invece, ognuno di noi , quando ha iniziato a leggerlo, si è sentito subito coinvolto nella vicenda e ha piacevolmente proseguito nella lettura. Non siamo dei critici, ma il libro ci è sembrato scorrevole ed avvincente la vicenda narrata. Abbiamo fatto il tifo per i giallisti affinché trovassero il colpevole velocemente, per salvare la giovane, simpatica,ma ingenua giornalista.
Incontrandoci dopo l’estate, abbiamo incominciato a riflettere sull’opera, cercando di comunicarci le nostre impressioni. Subito, qualcuno di noi, per analogia con gli studi pirandelliani, appena iniziati, ha detto che: come per Pirandello si parla di teatro nel teatro , per questo libro si può parlare di giallo nel giallo. E’ come se fossimo proiettati direttamente nella vicenda. I protagonisti non sono infatti, personaggi inventati, ma autori di gialli, alcuni da noi conosciuti come Camilleri altri, lo confessiamo, no. Ma anche questo è stato uno stimolo per andare su un motore di ricerca e documentarci, sia sugli autori citati, sia sui personaggi da loro inventati .
Il romanzo ci ha trasportati in un mondo nuovo, in una città che pochi di noi hanno avuto occasione di visitare. Vedere all’opera degli scrittori nella veste di protagonisti è stato affascinante. Superficialmente ci è sembrato solo un semplice romanzo giallo, ma guidati dall’insegnante, siamo riusciti a scoprire degli aspetti più profondi e nuovi. Abbiamo riflettuto come nella realtà molti delitti rischiano di restare impuniti e, cosa forse più grave, come molti assassini nascono e sviluppano le loro idee in ambienti cosiddetti normali e loro stessi sembrano condurre una esistenza “ normale” fino all’atto criminoso. Gli ultimi fatti di cronaca, purtroppo, confermano amaramente questo concetto. Il protagonista di “Assassinio in libreria” è una persona all’apparenza anche troppo normale eppure ha dei comportamenti strani, ai quali nessuno riesce a dare il giusto peso prima del delitto. La sua ossessione per il cibo, il suo maltrattare i clienti della biblioteca, il suo deriderli nel negare loro i libri che invece ci sono, il suo reputarsi un grande scrittore incompreso.
E’ senza dubbio un giallo diverso dal solito : Il lettore sa già dall’ inizio chi è il colpevole quindi, invece di seguire indagini complicate, invece di fidarsi del bravo detective di turno che attraverso una serie di osservazioni ed intuizioni riesce a trovare il colpevole,segue con interesse le mosse dei protagonisti, che cercano di scoprire quella verità che lui conosce già e, come se fosse in un teatro, assiste alla indagini, capisce gli errori e le difficoltà degli investigatori, volendoli quasi guidare verso la verità. E il finale, tragico per Luigi Cerri, sorprende tutti.
Noi alunni delle classi quarte e quinte delle sezioni A e B, coinvolti in questa iniziativa, insieme alla nostra professoressa Concetta Sorrenti, vi ringraziamo per l’attenzione prestata a questi nostri pensieri. Complimenti all’autore, il signor Lello Gurrado, che speriamo di poter conoscere personalmente. Ringraziamo tutti gli organizzatori ed in modo particolare la professoressa Mariagiovanna Sirtori per averci dato la possibilità di vivere questa interessante esperienza. Auguriamo a tutti voi un piacevole proseguimento di serata con la convinzione che questi sono momenti di grande arricchimento e crescita umana e culturale.
Gli alunni dell’ I.I.S “Leonardo da Vinci” di Lamezia Terme (Catanzaro)
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Un nuovo sito dedicato alla lettura: www.albuonlibro.it
Insieme con un gruppo di amici appassionati di libri (professori, universitari, insegnanti, giornalisti, professionisti in genere) ho creato un nuovo sito dedicato ai libri. Si chiama www.albuonlibro.it e suggerisce soltanto Buoni Libri, titoli che quasi mai compaiono nelle classifiche e che in genere sono pubblicati da editori indipendenti. Provate a cliccarvi su. (Oltre tutto c’è uno sconto del 10 per cento sul prezzo di copertina e la spedizione a casa gratuita)
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In libreria con sottofondo musicale
Stasera. 15 luglio, alle 19 andrò a parlare del mio libro “La scommessa” alla Libreria del Convegno di via Lomellina 35, a Milano, una libreria di quartiere storica e importante. Ma la cosa bella è che, mentre Andrea Cappi mi intervisterà, ci sarà una musica di sottofondo, suonata e composta da Gipo, mio figlio. Un appuntamento che aspetto con gioia. Perché Gipo è un grande musicista. Chi verrà se ne accorgerà.








